"La mostra CULTURE CHANEL,

La donna che legge vuole mettere in luce l’ombra della memoria segreta di Gabrielle Chanel. Ho immaginato questa mostra dimenticando tutte le immagini della sua vita, ma, grazie ai profumi della sua biblioteca, da dietro le sue spalle, mi sono avvicinato pian piano a ciò che vi è di più profondo e intimo, cioè la luce segreta delle sue letture, le quali riflettono, ancor oggi, le sue creazioni."

Jean-Louis Froment

Culture CHANEL

La donna che legge

« Se apriste oggi una storia della nostra letteratura dovreste trovarvi il nome di un nuovo autore classico: Coco Chanel. Chanel non scrive con carta e inchiostro (salvo nel suo tempo libero) ma con tessuti, forme e colori; ciò non toglie che le si attribuiscano comunemente l’autorità e lo stile di uno scrittore del Grand Siècle, elegante come Racine, giansenista come Pascal (da lei citato), filosofo come La Rochefoucauld (che lei imita inventando le proprie massime), sensibile come Madame de Sévigné... »

Così scriveva Roland Barthes nel 1967, in un articolo ormai celebre, che colloca l’opera di Gabrielle Chanel nelle vetrine preziose della grande biblioteca delle metafore della storia degli autori classici.
Traendo spunto dalle frasi di Roland Barthes, questo nuovo episodio di CULTURE CHANEL è stato immaginato per Venezia, fonte d’ispirazione per Gabrielle Chanel.
Solitaria, Gabrielle Chanel amava leggere. I libri guidavano la sua vita: strumento di sogni, di preghiere, di viaggi poetici e artistici, di desideri amorosi, i libri le davano la misura del tempo.
In gioventù, ogni personaggio romanzesco diventava per lei lo specchio di una vita di sogni, ogni titolo d’opera sfidava il suo intimo pensiero.
La lettura esaltava il suo spirito combattivo.
Sebbene i salmi dell’orfanotrofio dell’abbazia cistercense di Aubazine le avessero dolorosamente e ingenuamente indicato la strada, in seguito saranno i poeti che la inizieranno alle confidenze dell’invisibile.
Ma, soprattutto, ogni autore le rivelava cosa potesse significare la costruzione di un’opera, quel modo d’iscrivere nel tempo una visione del mondo; ogni autore le indicava inoltre la densità del lavoro da compiere per fare della propria vita un romanzo.

Per tutta la vita, i libri sono ciò con cui lei ha vissuto a più stretto contatto. Ancor oggi, sulle pareti del suo celebre appartamento di rue Cambon a Parigi, i grandi paesaggi calmi della sua libreria si alternano a quelli più fragorosi d’immagini (ma anche di scritti) dei paraventi di Coromandel. Qui, gli odori di rilegature in cuoio lustrato si mescolano sempre ai sentori del suo profumo feticcio, il N° 5.

Spudorato, con la sensazione di rubare istanti d’intimità a qualcuno, ho posato il mio sguardo sui titoli delle opere, i loro autori, i loro racconti. Insinuandomi tra gli occhi de “la donna che legge” e le sue letture, ho capito a che punto l’universo di questi libri avesse suggerito delle risposte alle intuizioni creative di Gabrielle Chanel e a che punto la sua vita (che lei si era sempre rifiutata di scrivere) fosse impressa lì, su quegli scaffali carichi di credenze, dubbi, desideri, pentimenti, ambizione, ira, fughe... in quell’appartamento dalle pareti color oro antico, come la doratura dei messali dell’abbazia di Aubazine e degli oggetti veneziani che adorava.

Questa biblioteca, che il pubblico scoprirà a Venezia, riunisce una selezione di autori che hanno attraversato la vita di Gabrielle Chanel ma anche i libri degli artisti che lei ha incontrato, ammirato, sovente amato, e con i quali ha condiviso un punto di vista sulla storia della modernità.

Le dediche che accompagnano alcune di queste opere sono dichiarazioni biografiche della grande stilista e, al contempo, testimonianze artistiche, ormai storiche.

Degli oggetti d’arte, provenienti dalla collezione di Gabrielle Chanel, che occupano ancora l’appartamento di rue Cambon a Parigi, saranno esposti per la prima volta al pubblico, così come i quadri, i disegni, i manoscritti degli artisti che hanno incantato la vita della grande stilista accompagneranno l’intimità di questa mostra, “La donna che legge”.

Jean-Louis Froment

La mostra mette in evidenza i legami essenziali tra questi uomini scrittori che lei ha conosciuto e se stessa. Gli incontri con Paul Morand, Jean Cocteau, Reverdy. Siamo nella parte più segreta della vita di una donna. Una certa intimità, perfino un po’ imbarazzante. Nelle creazioni della Maison Chanel di oggi, riecheggiano ancora tutti questi misteri.

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