Pensieri <br> che fanno riflettere

Pensieri
che fanno riflettere

Il quaderno di appunti di Boy Capel

Arthur Capel detto “Boy” (1881-1919), self-made-man inglese, uomo d’affari e campione di polo, occupa un ruolo centrale nella vita di Gabrielle Chanel. Brillante, irresistibile, Boy seduce e attira Gabrielle, e viceversa. La loro relazione comincia verso il 1908 e dura fino alla vigilia degli anni ’20, nonostante il matrimonio di Capel. Tale rapporto ispira Paul Morand nella scrittura del suo libro Lewis e Irène, in cui i due protagonisti presentano alcune somiglianze con Boy e Gabrielle, come attesta peraltro una dedica dello scrittore esposta alla mostra.

Primo grande amore, indimenticabile e iniziatico, Boy, appassionato di letteratura, contribuisce all’interesse assiduo per i libri dimostrato da Gabrielle Chanel. In un quaderno a lei destinato, esposto per la prima volta, egli affida i suoi appunti sui libri. I due amanti condividono l’interesse per l’esoterismo, soprattutto per la Bhagavad Gita, uno dei testi fondamentali dell’Induismo che Boy le ha fatto conoscere. Capel muore al volante della sua automobile il 22 dicembre 1919, quando lascia Gabrielle a Parigi per raggiungere sua moglie sulla Riviera per trascorrere insieme le feste di Natale. Distrutta dal dolore, Gabrielle trova rifugio nel silenzio, assorta nella lettura dei libri che Boy le aveva fatto leggere e che gli erano appartenuti, chiusi nella sua biblioteca come preziose reliquie.

Nel suo quaderno, egli aveva appuntato: «Thoughts that make you think. It is pleasant to forget oneself in following the imagination of another but better still to think out things oneself».

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