La vita che conduciamo

La vita che conduciamo

Ritratto di Gabrielle Chanel

La donna che legge si apre con un appunto scritto a mano da Gabrielle Chanel: «La vita che conduciamo non è mai granché, la vita che sogniamo è invece la grande esistenza, perché la continueremo oltre la morte». Fin dalla sua più tenera età, Gabrielle Chanel ha fatto dei libri i suoi compagni; nel tempo, le letture di gioventù lasciano il posto a una spiccata predilezione per la letteratura e la poesia, stimolata dalla relazione con Arthur Capel che fa di lei una grande lettrice.

Tuttavia, frequentare i libri costituisce sempre un paradosso: è il silenzio della lettura che le apre gli occhi sul mondo e che le permette, al contempo, di fuggire da esso, di sognare il suo destino, di costruire se stessa trovando nelle opere, gelosamente custodite, la forza e i mezzi per scrivere la propria leggenda...

Nell’appartamento di Gabrielle Chanel al 31 di rue Cambon, gli scaffali della biblioteca occupano gran parte delle pareti, a dimostrazione dell’importanza della letteratura, presenza rassicurante che le insegna come costruire e incarnare la propria opera. Alla stregua dei poeti e degli scrittori che ammira, Gabrielle Chanel riuscirà a imporre un vocabolario e uno stile, facendo della propria vita un romanzo.

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