Le confidenze dell’invisibile

La pratica assidua della lettura risponde alla ricerca di Gabrielle Chanel dell’invisibile. Questo dialogo attraverso le epoche, che va dall’Antichità fino ai contemporanei, è costellato in particolare di riferimenti alle opere di Sofocle, Virgilio, Rabelais, Shakespeare, Montaigne, Madame de Sévigné, Baudelaire, Verlaine, Barbey d’Aurevilly, Lautréamont, Rilke, Proust, Claudel, Apollinaire e Mallarmé. La scrittura poetica costituisce il cuore della sua biblioteca e la poesia, a cui Mademoiselle è profondamente legata, le permette di stringere legami di amicizia profondi con Jean Cocteau, Max Jacob, Pierre Reverdy, che le dedicano poesie e le inviano lettere. La vicinanza agli autori e ai testi le permette di trovare nell’espressione che le è più familiare, quella della moda, una modernità che sfida il suo tempo e si proietta ben oltre.

Gabrielle Chanel vista da Jean Cocteau

Un punto in comune tra lo stile di Gabrielle Chanel e i disegni di Jean Cocteau, è la stessa volontà di definire la linea nel modo più preciso, una linea netta, affilata, che raggiunge l’essenziale senza perdere di spessore. Là dove Mademoiselle Chanel immagina un tracciato grafico che libera la silhouette e la definisce con precisione, i ritratti disegnati da Jean Cocteau esprimono un senso di semplicità che elimina ogni dettaglio superfluo pur conservando le caratteristiche del modello. È il caso di questo ritratto di Mademoiselle Chanel, volontariamente ridotto a un semplice contorno, ma la cui sinuosità ed eleganza moderna sono immediatamente identificabili.

JEAN COCTEAU

Coco Chanel
1930 ca.

È a casa dell’attrice Cécile Sorel che Gabrielle Chanel e Jean Cocteau si incontrano nel 1917 e stringono un’amicizia duratura. Poeta e artista dai molteplici talenti, Jean Cocteau (1889-1963) inizia Gabrielle Chanel alla creazione contemporanea e le presenta alcuni dei maggiori artisti dell’epoca. Quando nel 1923 Raymond Radiguet (1903-1923), giovane scrittore superdotato e compagno di Jean Cocteau, contrae il tifo, è Gabrielle Chanel che salda il conto del ricovero e provvede alle spese dei funerali. Nel 1924, Gabrielle Chanel realizza i costumi del balletto Il Treno Blu il cui libretto è di Cocteau, la musica di Darius Milhaud e la scenografia di Pablo Picasso.

JEAN COCTEAU

Il segreto professionale
Parigi, Au Sans Pareil, 1922
Su carta velina

KARL LAGERFELD PER CHANEL

Métiers d'Art “Paris-Dallas” 2013/2014
Abito in velluto di seta nero ricamato con stelle dorate
Abito in tulle di seta nero ricamato con stelle dorate
Crociera 2011/ 2012 Abito in crêpe di seta blu marino ricamato con comete, tulle di seta nero
Métiers d'Art 2002/2003 Pullover in cashmere nero ricamato effetto “trompe l'œil” con collana “Comète” creata da Gabrielle Chanel nel 1932

Nel 1937, Chanel veste Jean Marais per Edipo Re, una pièce di Jean Cocteau; realizzerà i costumi di altre sue cinque pièces di teatro. Jean Cocteau realizza degli schizzi di modelli di Chanel per varie riviste internazionali, nonché alcuni bei ritratti di Mademoiselle e di Misia, ai quali è ugualmente legato.

Pierre Reverdy
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